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Aggiornamenti da SISDCA - nr. 13/2021

AED sui social media, lettera aperta ai gestori e agli utilizzatori dei social


Ti scriviamo oggi per implorarti di intraprendere un'azione rapida, decisa e trasparente per ridurre i danni fatti dai social media su alcuni dei tuoi utenti più vulnerabili, quelli alle prese con un'alimentazione disordinata e quelli che potrebbero esserne a rischio. Come Academy for Eating Disorders (AED), associazione internazionale impegnata nella ricerca, nell'educazione, nel trattamento e nella prevenzione dei disturbi alimentari, siamo profondamente consapevoli dei modi complessi in cui le piattaforme dei social media come Facebook, Instagram e TikTok possono influenzare negativamente gli utenti a rischio di alimentazione disordinata. Riconosciamo che i social media sono uno strumento potente capace di connettere i suoi utenti a livello globale e diffondere messaggi positivi e favorenti il recupero. Tuttavia, la preponderanza delle prove indica gli effetti dannosi di queste piattaforme su coloro che sono a rischio o già soffrono di un'immagine corporea negativa, di disturbi alimentari, di ansia e depressione.

Riteniamo che la semplice consapevolezza aziendale di questi danni ed eventuali sforzi impliciti per "risolvere il problema" sia poco e inaccettabile. Nel caso dei disturbi alimentari, secondi solo ai disturbi da uso di oppiacei in termini di mortalità, non possiamo permetterci compiacimento o opacità.
 
Si stima che i disturbi alimentari colpiscano il 7-8% della popolazione giovainile ed adulta. Sebbene questi disturbi colpiscano individui di tutte le età, generi, origini razziali ed etniche, spesso iniziano durante l'adolescenza. Colpiscono una fascia demografica chiave che utilizza frequentemente le piattaforme dei social media. La pandemia di COVID-19 ha solo aumentato la prevalenza e la gravità di queste malattie, causando un aumento della paura e dell'isolamento, condizioni in cui i disturbi alimentari prosperano e per le quali i social media possono fornire un falso rifugio o un illusorio senso di connessione. Inoltre, le persone con disturbi alimentari possono avere una visione limitata della gravità dei sintomi e dei suoi effetti medici purtroppo spesso devastanti.

Questi fattori rendono gli individui con disturbi alimentari particolarmente suscettibili ai messaggi perniciosi dai contenuti pro-disturbo alimentare che pervadono le piattaforme dei social media. In effetti, le prove della ricerca concludono che l'uso dei social media è associato a maggiori preoccupazioni sull'immagine corporea e al coinvolgimento in comportamenti alimentari disordinati e che queste relazioni si rafforzano nel tempo.

I social media hanno effetti devastanti sugli utenti con disturbi alimentari. Per esempio Abigail Matthews, direttrice del Programma sui disturbi alimentari presso il Cincinnati Children's Hospital di Cincinnati, Ohio, che gestisce un programma di trattamento ospedaliero per giovani e giovani adulti con Dca, afferma: “Sfortunatamente, è molto comune per i miei pazienti parlare dell'impatto negativo dei social media sull'immagine del corpo e sull'autostima. Quando sono su queste piattaforme, vengono infiltrati con le immagini dei loro coetanei che sembrano avere "tutto": corpi perfetti e vite perfette. Come molti di noi sanno, molte immagini sui social media sono modificate con filtri e strumenti di modifica, quindi i corpi ritratti sono irrealistici e irrealizzabili. I miei pazienti descrivono il coinvolgimento con le persone ritratte sui social media, con sentimenti di inadeguatezza rispetto a questi coetanei "perfetti" e talvolta finiscono per sentirsi falliti. Ciò può alimentare il disturbo alimentare e spingerli verso forme di malattia ancor più severe. Alla luce dei recenti rapporti secondo cui gli algoritmi della piattaforma possono inondare rapidamente e permanentemente gli account degli utenti con contenuti che promuovono un'alimentazione disordinata e diete estreme, scriviamo con urgenza alle leadership aziendali delle piattaforme di social media come Facebook, Instagram e TikTok, per intraprendano un'azione immediata per fermare questi danni.

Indipendentemente dal fatto che questi effetti siano intenzionali, essi sono reali e noti, la letteratura scientifica li ha ormai descritti. Pertanto, riteniamo che ora abbiate la responsabilità di ridurre al minimo i danni, l'opportunità di invertire la rotta e la possibilità di promuovere messaggi positivi e di supporto per i vostri utenti più vulnerabili.

Vi preghiamo, aumentate la trasparenza sugli algoritmi che guidano gli utenti verso tipi specifici di contenuti e, cosa più importante, visualizzate le linee guida della community per i contenuti appropriati usando un linguaggio semplice posto in una posizione facilmente accessibile all'interno della piattaforma. La conoscenza pubblica di come questi algoritmi possano portare a messaggi problematici è un buon primo passo per consentire ai membri della comunità di segnalare contenuti non consentiti e invertire i suoi effetti.

Crea percorsi utente di facile accesso nelle piattaforme di social media, attraverso i quali gli utenti possono segnalare contenuti non coerenti con le linee guida della piattaforma. I progettisti della piattaforma devono essere responsabili della moderazione dei contenuti secondo le linee guida della community.

Bisogna cessare lo sviluppo di un Instagram per utenti dai 13 anni in giù. Non è dimostrata la necessità di una piattaforma di social media per questa fascia di età. Inoltre diffondete, per piacere, le raccomandazioni di autorevoli organismi scientifici per ridurre al minimo il tempo passato sullo schermo e limitare l'uso dei social media in particolare per i bambini più piccoli e i preadolescenti.

L'obiettivo di AED è fornire un accesso globale alla conoscenza , alla ricerca e alle migliori pratiche di trattamento per i disturbi alimentari. La nostra rete mondiale di esperti può fornire una visione unica di queste sfide e può aiutare le piattaforme a diventare agenti di benessere e di salute. In Italia esistono società scientifiche solide e competenti, come SISDCA e SIPA, che possono assumersi il compito.

Possiamo pre-registrare studi futuri sull’impatto dell'uso dei social media sui disturbi alimentari e divulgare i risultati al pubblico in modo tempestivo. Il campo scientifico si muove sempre più verso un quadro scientifico aperto, in cui i metodi di studio pianificati sono specificati pubblicamente in anticipo e i risultati sono resi facilmente accessibili dopo il completamento dello studio. Nella misura in cui la ricerca sugli utenti delle società di social media comporta conclusioni sugli effetti delle sue piattaforme sul benessere degli utenti, questi risultati dovrebbero essere ampiamente condivisi con gli utenti attuali e potenziali.

I social media sono un filo conduttore nel tessuto della nostra comunità globale. Probabilmente continueranno ad evolversi e trasformare il mondo. Se progettati e implementati con attenzione e cura, possono senz’altro essere strumenti per promuovere la salute, il benessere e la giustizia per tutti. In ogni caso considera il nostro favore per un dialogo comune per lavorare verso questo obiettivo.
 
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Umberto Nizzoli
PastPresident SISDCA
AED member
3 novembre 2021 


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